IL BUIO E’ BELLO SOLO SOTTOTERRA

buio

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In queste ore l’informazione, anche quella speleologica libera e indipendente, rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. Questo riquadro nero serve per farti sapere che c’è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellare davvero i nostri blog.

Il Disegno di legge – Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera a) del comma 29 recita:

«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»
Negli ultimi anni, la lettura di siti di informazione speleologica libera e indipendente è entrata a far parte delle abitudini di migliaia di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero.

Oggi, purtroppo, i pilastri di questi progetti — neutralità, libertà e verificabilità dei loro contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.

Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l’obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.

Purtroppo, la valutazione della “lesività” di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all’opinione del soggetto che si presume danneggiato.

Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiedere l’introduzione di una “rettifica”, volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.

In questi anni, gli autori dei siti di informazione speleologica sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto, affrontando temi scottanti, come la salvaguardia delle aree carsiche, delle risorse idriche, delle emergenze archeologiche, storiche, naturalistiche, operando contro lobby forti, contro le cave, contro le amministrazioni locali, contro interessi di speculatori senza scrupoli.

Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell’onore e dell’immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall’articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.

Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all’arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per “non avere problemi”.

Vogliamo poter continuare a mantenere la nostra informazione libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: l’informazione speleologica è già neutrale, perché neutralizzarla?

I webmaster dei siti speleologici italiani

*Testo ispirato dal comunicato di Wikipedia che ha appena annunciato la chiusura del suo sito”

Fonte Scintilena

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